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Cara Mietta

ciao amica mia, ancora non ho imparato come si risponde ai post... così ti rispondo da qui. Anche io ti conosco oramai da tempo e so bene quanta dedizione e pazienza dedichi alle persone a te care e sono sicura che il loro affetto non ti manca.
Quello che desidero dirti è che anche io continuo a fare per i miei figli da "aiuto scolastico" nei modi e nei tempi che mi sono concessi. Anche io controllo diari, compiti, faccio ricerche, li faccio ripetere, strappo anche pagine di quaderno mal scritte. Io mi occupo di andare a parlare con i professori, vado alle riunioni dei consigli di classe, sono stata rappresentante, ho fatto parte del comitato genitori del liceo. Non sono una mamma che non si interessa. Sono una mamma che deve lavorare per mantenerci. Questa sera non andrò a scuola perchè ho Francesco molto raffreddato e voglio stare con lui e Mattia. Per me, e lo sai bene, loro vengono sempre prima di tutto. Non per un senso di dovere assolutamente ma per scelta, per istinto. Io con i miei figli sto bene, loro non mi annoiano mai. Resta il fatto che devo lavorare e la parte critica del loro/mio tempo lo trascorro qui. Questo è il mio vero problema, non la scuola serale (tra l'altro sto studiando in psicologia tante cose interessanti sui bambini, averle sapute quando loro erano piccoli !!). Sono, per altro, convinta che l'insuccesso scolastico non significa una mancanza di... una carenza di... (sensibilità, maturità, intelligenza ecc.). Tra l'altro Francesco che è in prima liceo è bravissimo ! ed hanno la stessa madre, non hanno nemmeno due anni di differenza eppure Francesco ha trovato il suo metodo, le sue motivazioni allo studio (e meno male) ma questo non significa che lui "è meglio", lui è lui. E mi ritengo fortunata perchè sono, nella vita, due bravi
ragazzi di 16 e 14 anni. Sia come mamma che come persona ho ancora tanto da imparare ma è l'attenzione che conta, l'accudimento, l'esempio. Come direbbe la mia Prof.: "per un bambino conta la base sicura e l'interazione". E su questo credo che nessuno possa rimproverarmi.
Cara, spero che tu stia bene, ti ringrazio per le tue parole che mi fanno sempre fermare a riflettere.
Ti abbraccio con affetto.
Alessandra

Pubblicato il 18/10/2007 alle 14.18 nella rubrica Diario.

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